Sulle spalle delle donne

Nel dibattito italiano manca un pezzo di paese.

Il 31 dicembre 2022 la popolazione italiana è scesa di poco al di sotto della soglia psicologica dei 59 milioni di abitanti.

La Germania ha più di 84 milioni di abitanti e la Francia ne ha 68 milioni.

Nel 2023 le persone che hanno più di 65 anni sono il 24%.

In Germania sono il 21,8%, in Francia circa i 20%.

Il numero di occupati in Francia è di circa 30,1 milioni di persone (14,7 di donne e 15,4 di uomini; una donna su due in Francia ha una occupazione).

Il numero di occupati in Germania è di 45 milioni, di cui 18 milioni di donne (tre donne su 4 in Germania ha una occupazione).

Il numero di occupati in Italia è di circa 23 milioni e mezzo. Le donne occupate sono circa 9 milioni, una su due lavora.

Vediamo infine il tasso di natalità.

In Italia il tasso è di 1,2 con un trend in continua discesa.: ogni coppia produce 1,2 bambini.

In Germania il tasso sale a 1,58 per arrivare al tasso più alto di tutta Europa, quello francese, che è di 1,8 (che comunque per la prima volta dal 1946 è diminuito da 1,84… non una catastrofe ma stanno già discutendone per correre ai ripari).

In sintesi:

  • Italia, Germania e Francia sono paesi che stanno galoppando verso un grande invecchiamento
  • In Italia non si fanno più figli, in Germania insomma, in Francia si fanno figli
  • Il gender gap è particolarmente evidente in Italia sia a livello assoluto che percentuale.

Voglio ricordare che invecchiare significa perdere autonomia e diventare dipendenti da altri.

In Italia c’è un buco nero, una voragine che riguarda l’assistenza agli anziani che, ad ora è totalmente a carico, economico e di impegno, alle famiglie, in particolare alle donne.

Nel futuro gli anziani italiani (compreso chi scrive) saranno soli e non avranno più una rete familiare di sostegno.

Andiamo a vedere ora come si pensa di organizzare l’assistenza agli anziani che hanno più di 65 anni.

Il numero di strutture socio sanitarie in Francia è di circa 11.000 per circa 770.000 posti letto. Questi includono RSA, strutture di riabilitazione, lungodegenza, degenza breve e così via.

Il numero di quelle Tedesche è nettamente più elevato, arrivando a contare quasi un milione di posti letto.

E l’Italia? Noi ci fermiamo sotto i 300.000 posti letto.

In termini statistici  i posti letto in strutture residenziali per 1.000 abitanti di età pari o superiore a 65 anni sono:

  • Germania: 54,2
  • Francia 49,1
  • Italia: 18,8

Al di là dei numeri crudi come si riflette nelle dinamiche in una famiglia?

A rimetterci sono le donne (e lo si è visto dai numeri precedenti).

Le donne in Italia rinunciano allo studio o al lavoro per la totale mancanza di welfare per la natalità.

Questa carenza di occupati si traduce in minori entrate per le casse dello stato e per le casse previdenziali.

A sua volta si traduce in minori risorse per sanità e pensioni.

Non è un caso che l’Italia sia il paese che va più tardi in pensione rispetto a Francia e Germania e che le donne, dopo aver dovuto tirar su i figli, si trovano a dover accudire le persone anziane al loro domicilio.

Il problema principale dell’Italia è il pantano ideologico politico in cui è immersa.

Parliamo ad esempio di sistema sanitario.

In Italia il Sistema Sanitario è pubblico, universalistico e totalmente finanziato con le tasse dei contribuenti.

L’unico altro sistema come il nostro è quello britannico (da cui deriviamo) e quello spagnolo (non paragonabile per il minore numero di abitanti).

Quante risorse ha la nostra sanità?

Eccole (dai dati pubblicati relativi al 2021):

  • L’Italia spende circa 3000 dollari a persona
  • La Francia spende 4600 dollari
  • La Germania spende 6300 dollari
  • Il Regno Unito (sistema pubblico come quello italiano) spende 4600 dollari

Qui il discorso di fa un po’ più complesso.

Ogni sistema sanitario poggia su tre gambe: l’ospedale, il territorio e la prevenzione.

Va da sé che un sistema con una prevenzione ed un territorio forti ha bisogno di poco investimento ospedaliero.

Al contrario quei sistemi che non investono in territorio e prevenzione dovranno giocoforza investire molto di più sugli ospedali.

Ma cosa è il territorio?

Il territorio è, brevemente, il sistema di servizi di prossimità alla persona.

Questo è rappresentato dai Medici di Famiglia, dagli infermieri del distretto socio-sanitario, dal servizio di salute mentale, dalla continuità assistenziale e dal sistema di emergenza urgenza oltre alla specialistica ambulatoriale.

La prevenzione è tutto ciò che riguarda gli aspetti di prevenzione dalla malattie professionali, delle malattie infettive, dalla salute degli allevamenti ed agricoltura, dal monitoraggio degli inquinamenti e così via.

Un sistema come quello inglese e quello italiano, per funzionare bene, devono finanziare abbondantemente anche gli aspetti legati a prevenzione e territorio.

In realtà in Italia questi due sono sempre stati la “gamba zoppa” del SSN.

Un esempio?

Andiamo proprio a parlare di anziani non autosufficienti.

In Italia nessuno ha mai affrontato il tema dell’invecchiamento della popolazione del costo sociale ed economico che questo comporta.

Il costo in Italia è di circa l’1,2% del PIL messo tutto di tasca propria dai cittadini.

Francia e Germania spendono rispettivamente l’1,4 e l’1,3% mediante investimenti dello stato e assicurativi (come vedremo dopo).

Come dicevamo prima l’assenza di una strategia ricade sulle donne sempre e comunque.

La mancanza di asili nido ed infantili si riflette parallelamente nella mancanza di posti letto nel socio sanitario con inevitabile confinamento tra le mura di casa delle donne.

Attenzione: non è che stia affermando di delegare tutto alle RSA, ma il divario con Francia, Germania e tutti gli altri paesi non può essere così impietoso.

Anche il Regno Unito fa meglio di noi avendo circa 45 posti letto per 1000 abitanti nella Long Term Care.

In sostanza l’Italia si è avviluppata in un circolo vizioso: meno figli, meno forza lavoro, meno lavoro, meno risorse, meno risorse maggiore richiesta di assistenza da parte delle famiglie e così via.

Alla fine in Italia nel 2021 si è investito in sanità il 7,1% del PIL, in Gran Bretagna il 9,9%, in Francia il 10,3 e in Germania l’11.

Ma come funzionano i sistemi francese e tedesco?

Sono sistemi misti dove in sintesi circa l’80% del sistema viene finanziato dallo stato e il restante tramite assicurazioni garantite dal datore di lavoro o dallo stato stesso.

E come si traduce in termini di costi, ad esempio, proprio per una RSA?

Secondo uno studio pubblicato da Orpea (grande gruppo internazionale di strutture socio sanitarie) il costo giornaliero per la Germania è di 110€, quello francese di 100 e quello italiano di 90.

Questo costo è quello che entra nelle casse delle strutture e non tiene conto di quanto speda il familiare o lo stato.

In Italia è una vera e propria giungla derivante dalle enormi differenze dei vari sistemi sanitari regionali.

In soldoni (appunto) se si entra privatamente si spende circa 3500 euro al mese.

In convenzione si arriva intorno ai 2000, ma bisogna essere in stato dimostrato di necessità, altrimenti niente posto in convenzione.

In Germania per esempio ne hanno tutti diritto. Nessuno escluso.

Nel 1995 fu varata una legge, riformata nel 2008 che prevede l’istituzione della cosiddetta “assicurazione dipendenza” al cui fondo contribuiscono tutti i lavoratori nella misura di 1,95%. Per questo fondo i tedeschi hanno anche perso un giorno di ferie l’anno.

Le persone senza figli pagano uno 0,25% in più ed anche i pensionati versano l’1,95%.

In Francia attualmente le persone anziane dipendenti possono percepire una “allocazione personalizzata di autonomia” che è versata dal dipartimento di appartenenza e il cui montante mensile dipende dal grado di dipendenza, dal tipo di sistemazione (a domicilio o in RSA) e dai redditi del beneficiario.

Alla fine accade che i cittadini francesi e tedeschi possano accedere tutti ad un ampio ventaglio di servizi alla persona anziana non autosufficiente ivi incluso il sostegno economico all’ingresso in strutture.

Gli italiani no.

E, pur se sembra strano, tutto parte dal ruolo che la nostra società ha ritagliato sulle donne.

Ora.

Se vogliamo uscire dal pantano politico in cui ci troviamo dobbiamo smettere di parlare di “famiglia tradizionale” dove la donna è disegnata benissimo dal film della Cortellesi, così come dobbiamo smettere di ideologizzare le strutture socio-sanitarie come dei mostri privati creati solo per fare lucro.

La sostanza è che in Italia non ci sono posti letto, quelli che ci sono, sono poco finanziati e il peso dell’assistenza cade sulle spalle delle donne.

Il tutti in un futuro senza figli di anziani che saranno soli.

Allora come se ne esce?

In primo luogo ripensando al finanziamento del sistema del territorio.

Dal momento che l’Italia non ha risorse se ne esce in due modi:

1) creando forme di finanziamento come quelle tedesche e francesi, ma vorrebbe dire abbandonare l’idea di un sistema come il SSN è oggi per permettere l’accesso ai servizi a tutti veramente.

2) Aumentando il finanziamento del Sistema Sanitario oltre il 10% del PIL.

La seconda è impraticabile. Non lo ha fatto la sinistra e non lo ha fatto la destra.

Entrambi fanno sempre e solo misure spot e pubblicitarie inquinati da interessi di parte.

La seconda prevede che a sinistra si ragioni serenamente di questa cosa e si rompa il tabù di un finanziamento alternativo a quello odierno, palesemente insufficiente.

Ad esempio la modalità tedesca mi sembra niente male e a me andrebbe benissimo.

È urgente iniziare a parlare di come affrontare l’invecchiamento della popolazione come hanno fatto altri paesi europei e di come si intenda finanziare le risorse che dovranno essere decisamente sostanziose, pubbliche e private.

Se non verrà fatto allora sì che aprirà ad una deregulation verso forme assicurative il cui accesso sarà possibile solo a chi potrà permetterselo.

Chi scrive vede quotidianamente gente che esprime bisogni a cui non ha risposta e che sacrifica la propria vita per assistere le persone anziane.

Parallelamente ci sono persone che possono permettersi di spendere 3500 euro o coloro che hanno stipulato assicurazioni privatamente.

Quello che intendo io è ripensare come assistere chi non può né la prima né la seconda modalità di finanziamento e che non è neanche nelle fasce di reddito di povertà assoluta.

Questo ci porta a:

  • Aumentare i posti letto (che tra l’altro aumentano i posti di lavoro proprio al femminile)
  • Regolamentare le forme di finanziamento private con leggi dello stato sui modelli francese e tedesco

Capisco che il tema sia complesso e che sia molto più facile parlare di “domiciliarità”, come per esempio fa la Regione Toscana.

Chi scrive ha lavorato per anni nella erogazione dei servizi alla persona anziana non autosufficiente mediante contributi di vario tipo.

Ebbene nelle fasi di colloquio si presentavano sempre e solo donne magari dicendo che gli altri figli erano i maschi.

Ecco.

Siccome fino a qui (per chi ha avuto la pazienza di leggere) ho parlato educatamente, sappiate che l’ideologia sta portando le donne delle nostre famiglie a pulire il culo ai loro cari, a cambiare la sacca del catetere e a disinfettargli le piaghe.

Vogliamo togliere questo peso o no?

Io lo voglio.

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