Blue Flower

Declino cognitivo

Breve introduzione alla “demenza”

Con l’invecchiamento della popolazione (l’Italia è il secondo paese più longevo dopo il Giappone) le persone vengono colpite da malattie tipiche della terza età. Oltre alle classiche malattie croniche, come il diabete e l’ipertensione, sempre più frequente, con l’aumentare dell’età, è il declino cognitivo, ovvero una riduzione della capacità cognitiva del’individuo, rispetto al suo standard.

Troppo spesso si parla impropriamente di Malattia di Alzheimer, quando invece è molto più appropriato usare proprio la dizione declino cognitivo, perché racchiude tutte le forme di demenza esistenti e verso le quali è necessaria una diagnosi per un corretto approccio terapeutico.

Questo perché, fortunatamente, non tutte le demenze sono Alzheimer, e molte sono curabili o per lo meno permettono un approccio alla malattia decisamente gestibile.

Infatti le demenze sono divisibili in due grosse categorie:

  • primitive (quelle cioè di cui non è nota una causa)
  • secondarie (quelle invece dove si riconosce una causa e dove spesso si può intervenire)

Tra quelle primitive (di cui non parleremo ora) le più note sono:

- Malattia di Alzheimer

- Malattia a Corpi di Lewy

- Demenza Fronto – Temporale (e malattia di Pick)

Tra quelle secondarie, alcune delle quali curabili o per lo meno trattabili in parte ricordiamo:

- Stati carenziali (carenza di tiamina, di vitamina C e folati, B12, Magnesio, malnutrizione generale)

- Disturbi endocrini metabolici (ipo e ipertiroidismo, ipo e iperparatiroidismo, insuff.renale cronica, ipoglicemia, disidratazione, etc.)

- Sostanze tossiche (alcool, metalli pesanti, farmaci, composti organici)

C’è poi una forma secondaria che è quella vascolare sulla quale si può intervenire in parte: è quella che, non del tutto propriamente, si chiama aterosclerosi.

Questa breve, sintetica e non esaustiva classificazione, di carattere prettamente divulgativo, serve per far capire che l’approccio medico, rappresentato da anamnesi (storia clinica del paziente) e esame obiettivo (la visita) presso l’ambulatorio del proprio medico di famiglia è il primo passo non solo per avere un approccio diagnostico corretto, ma anche per svelare quelle forme che possono essere curate, magari con l’aiuto di uno specialista che, in sinergia al medico di famiglia, trova la giusta strategia per continuare a star bene anche nella terza età.

Nei prossimi articoli vedremo di sviluppare le varie forme di demenza per conoscere meglio l'argomento e smettere di averne paura.